Nel pieno della Guerra Fredda, mentre il mondo temeva la distruzione nucleare e le superpotenze combattevano la corsa allo spazio, esisteva un fronte molto meno visibile. Non passava per i cieli o per gli oceani. Passava per la mente umana.
Tra gli anni Settanta e Novanta gli Stati Uniti finanziarono una serie di programmi di ricerca che avevano un obiettivo sorprendente: capire se la coscienza potesse diventare uno strumento di intelligence.
I documenti oggi declassificati raccontano una storia reale, spesso ignorata dalla storiografia ufficiale: la storia dei progetti Gateway Process e Stargate.
Non si tratta di leggende. Si tratta di programmi realmente finanziati da CIA, esercito americano e Defense Intelligence Agency.
All’inizio degli anni Settanta circolavano rapporti dell’intelligence secondo cui l’Unione Sovietica stava investendo grandi risorse nello studio dei fenomeni psichici.
Documenti occidentali dell’epoca parlavano di ricerche su:
telepatia
psicocinesi
percezione extrasensoriale
“armi psicotroniche”.
Nel clima paranoico della Guerra Fredda, anche la sola possibilità che l’avversario potesse sviluppare nuove forme di spionaggio mentale spinse Washington a reagire.
La CIA decise quindi di esplorare scientificamente queste ipotesi.
Stanford Research Institute: gli esperimenti sul remote viewing
Il primo centro coinvolto fu lo Stanford Research Institute (SRI) in California.
Nel 1972 i fisici Russell Targ e Harold E. Puthoff iniziarono una serie di esperimenti su quello che venne chiamato remote viewing.

La procedura di remote viewing permette a un individuo di descrivere un luogo o oggetto distante utilizzando solo la percezione mentale.” CIA Stargate Collection
Declassified documents
Il protocollo sperimentale era relativamente semplice.
Un soggetto veniva isolato in una stanza mentre un altro ricercatore si recava in un luogo scelto casualmente nella città.
Il partecipante doveva descrivere ciò che percepiva mentalmente.
Durante le sessioni venivano prodotti:
schizzi
descrizioni architettoniche
indicazioni su paesaggi e strutture.
Alcuni rapporti interni dello SRI affermavano che in diversi casi le descrizioni mostravano correlazioni sorprendenti con i siti bersaglio.
Questi risultati, pur controversi, attirarono l’attenzione dell’intelligence americana.
Nasce lo Stargate Project
Nel 1977 gli esperimenti vennero trasferiti in ambito militare.
Il programma prese il nome di Stargate Project e venne gestito principalmente presso Fort Meade, nel Maryland.
Nel corso degli anni il progetto passò sotto diverse sigle operative:
Grill Flame
Sun Streak
Stargate.
Il personale coinvolto includeva circa venti operatori addestrati.
Uno dei più noti fu Joseph McMoneagle, ex ufficiale dell’esercito.

Secondo alcuni rapporti militari, McMoneagle partecipò a centinaia di sessioni di remote viewing tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.
Tra i casi più citati dai sostenitori del programma vi è la descrizione di un grande cantiere navale sovietico a Severodvinsk, dove venivano costruiti sottomarini nucleari.
Tuttavia questi risultati non furono mai considerati scientificamente conclusivi.
Il Gateway Process
Mentre il remote viewing veniva studiato in ambito operativo, un altro progetto attirò l’interesse dell’intelligence.
Si trattava della Gateway Experience, una tecnica sviluppata dal Monroe Institute per indurre stati alterati di coscienza.
Nel 1983 il tenente colonnello Wayne M. McDonnell redasse un rapporto intitolato:
“Il Gateway Process è progettato per portare maggiore coerenza e sincronizzazione tra gli emisferi cerebrali, permettendo alla coscienza di accedere a livelli più profondi di percezione.”
“Analysis and Assessment of the Gateway Process.” U.S. Army Intelligence Report, 1983
“La coscienza può essere interpretata come parte di un sistema energetico universale che interagisce con la struttura fondamentale dell’universo.”
Analysis and Assessment of the Gateway Process
CIA Reading Room Archive
Il documento analizzava il funzionamento delle tecniche Gateway dal punto di vista neuroscientifico.
La metodologia utilizzava binaural beats, un fenomeno acustico scoperto nel XIX secolo.
Quando due frequenze leggermente diverse vengono inviate separatamente alle orecchie, il cervello percepisce la differenza tra le due onde e genera internamente una terza frequenza.
Secondo il rapporto, questa oscillazione può sincronizzare gli emisferi cerebrali e portare la mente verso stati di attività alpha e theta.
Le onde della coscienza
Il documento Gateway distingue diversi livelli di attività cerebrale.
Stato beta: coscienza ordinaria e attenzione.
Stato alpha: rilassamento e immaginazione.
Stato theta: meditazione profonda e memoria.
L’ipotesi dei ricercatori era che entrando stabilmente nello stato theta la mente potesse accedere a livelli più profondi della coscienza.
Questa idea non era completamente priva di basi scientifiche.
Studi moderni di neuroscienze hanno effettivamente osservato un aumento delle onde alpha e theta durante pratiche meditative.
Itzhak Bentov e la coscienza vibratoria
Uno dei riferimenti principali del rapporto Gateway era l’ingegnere e inventore Itzhak Bentov.
Bentov pubblicò nel 1977 il libro Stalking the Wild Pendulum: On the Mechanics of Consciousness. 
Nel testo propose una teoria radicale.
Secondo Bentov il corpo umano genera micro-vibrazioni fisiologiche legate al sistema cardiovascolare.
Durante la meditazione queste oscillazioni possono sincronizzarsi con il cervello producendo una frequenza di circa 7 Hz, vicina alle onde theta.
Bentov ipotizzava inoltre che il cervello non producesse la coscienza ma funzionasse come ricevitore di un campo universale di informazione.
Il 25 maggio 1979 avvenne uno dei più gravi disastri aerei della storia degli Stati Uniti. A bordo dell’aereo c’era anche l’inventore e ricercatore della coscienza Itzhak Bentov, figura che aveva influenzato le teorie citate nel documento CIA sul Gateway Process.
L’aereo era il McDonnell Douglas DC-10 del volo American Airlines Flight 191 crash, partito dall’aeroporto O’Hare International Airport diretto a Los Angeles.
A bordo si trovavano 258 passeggeri e 13 membri dell’equipaggio.
Il modello toroidale dell’universo
Nel tentativo di descrivere questo campo universale, il documento Gateway introduce una rappresentazione geometrica particolare.
L’universo viene descritto come un sistema energetico che circola in una struttura chiamata toro.
Il toro è una figura tridimensionale simile a una ciambella in cui l’energia fluisce in un ciclo continuo.
Questa struttura appare spesso nei fenomeni naturali:
campi magnetici planetari
vortici fluidodinamici
plasmi astrofisici.
Nel modello presentato nel documento, la coscienza umana sarebbe una oscillazione locale all’interno di questo campo energetico globale.
L’ipotesi dell’universo olografico
Il rapporto Gateway cita anche le teorie del fisico David Bohm e del neuropsicologo Karl Pribram.
Entrambi avevano proposto, negli anni Settanta, una visione dell’universo come sistema informazionale.
Secondo l’ipotesi olografica:
ogni parte dell’universo potrebbe contenere l’informazione del tutto.
Il cervello umano, in questo scenario, funzionerebbe come un sistema capace di accedere a questo campo di informazione.
Si tratta però di ipotesi teoriche che non hanno ricevuto conferme sperimentali definitive.
La chiusura del progetto Stargate
Nel 1995 la CIA commissionò una revisione indipendente del programma Stargate agli American Institutes for Research.
Il rapporto finale concluse che alcuni risultati sperimentali apparivano statisticamente interessanti ma non sufficienti per applicazioni operative.
Il progetto venne quindi ufficialmente chiuso.
Il finanziamento complessivo stimato superava i 20 milioni di dollari.
Una storia tra scienza e mistero
Oggi la maggior parte degli scienziati considera i programmi Stargate e Gateway come esempi di ricerca marginale.
Eppure questi progetti rivelano qualcosa di significativo.
Per oltre vent’anni, alcune delle istituzioni scientifiche e militari più potenti del mondo esplorarono seriamente la possibilità che la mente umana possedesse capacità ancora sconosciute.
Una battaglia invisibile della Guerra Fredda, combattuta non con missili o satelliti, ma con la domanda più antica della filosofia:
che cos’è davvero la coscienza?
Giuseppe Oliva – Team Mistery Hunters
Bibliografia essenziale
American Institutes for Research
An Evaluation of Remote Viewing: Research and Applications
CIA commissioned report, 1995
Bentov, Itzhak
Stalking the Wild Pendulum: On the Mechanics of Consciousness
Dutton, New York, 1977
Bohm, David
Wholeness and the Implicate Order
Routledge, 1980
Central Intelligence Agency
Analysis and Assessment of the Gateway Process
U.S. Army Intelligence report, 1983
CIA Reading Room archive
Central Intelligence Agency
Stargate Collection
Declassified intelligence documents
Pribram, Karl
Languages of the Brain
Prentice-Hall, 1971
Targ, Russell – Puthoff, Harold
Mind-Reach: Scientists Look at Psychic Ability
Delacorte Press, 1977
Utts, Jessica
An Assessment of the Evidence for Psychic Functioning
Journal of Scientific Exploration, 1996
Stanford Research Institute
Remote Viewing Experiments and Protocols
Technical Reports, 1970–1980



















