La trilogia “The Matrix” esce, nel suo primo capitolo, nel 1999 quasi in contemporanea con un altro film che tratta lo stesso argomento e cioè “Il 13esimo piano”. A parte la coincidenza quantomeno curiosa, l’argomento trattato dai due film, superficialmente, è il concetto di realtà simulata. Questo articolo non vuole esplodere questo argomento, ma focalizzarsi sulla parte esoterica del primo episodio, sapientemente ideato e diretto dalle sorelle Wachowski.
Il sig. Thomas Anderson è un programmatore (alias “NEO”) che per guadagnarsi da vivere, oltre al lavoro d’ufficio, esegue truffe in rete di ogni tipo, ed è una celebrità nel mondo degli hackers… In questo mondo “sotterraneo” ha conosciuto diversi altri “colleghi” tra cui Trinity e Morpheus che hanno identificato in lui un possibile nuovo risvegliato. Una persona adatta a comprendere, ad essere illuminato e istruito su un qualcosa che “aleggia” in ogni sua azione quotidiana e che viene definita Matrix, nel gergo informatico del film.
Che cos’è Matrix? Nel film è un mondo simulato al computer, creato da macchine che sfruttano l’uomo per trarne energia vitale. La simulazione è così ben architettata che è impercettibile agli uomini che, dormienti e connessi ad un apparato che interagisce direttamente con la mente, sono intrappolati in questa prigione virtuale. E’ un po’ il concetto gnostico del Demiurgo, un falso Dio che tiene in vita l’uomo nell’ignoranza ed in una realtà artefatta (Matrix).
Ma chi sono i risvegliati e perché vengono scelti? I risvegliati sono quelli che non si accontentano di accettare la realtà così come viene, loro, proposta e capiscono che c’è, in generale, qualcosa che “sfugge” all’intera umanità. Il riferimento al mito della caverna di Platone è chiarissimo. La Matrix sono le ombre che gli uomini contemplano credendo che siano reali, senza minimamente sospettare che fuori ci sia un altro mondo (quello reale).
Il modo in cui Morpheus avvicina Neo è intriso di metafore, enigmi e parole non dette, tali da sviluppare in lui la curiosità (quasi un desiderio) di conoscere la verità, ma lasciandogli totalmente il libero arbitrio. Infatti è Neo stesso che dovrà cogliere i momenti giusti e prendere decisioni importanti per arrivare alla Conoscenza.
In una delle prime scene del film, viene descritto il primo snodo cruciale della narrazione. Durante l’ennesima conversazione online con Morpheus, prima di chiudere la stessa, viene citata una frase della favola “Alice nel paese delle meraviglie” e cioè “segui il bianconiglio”. Poco dopo, alla porta del suo appartamento, bussano dei “clienti” e, fra questi, c’è una ragazza. All’invito di seguirli per recarsi ad una festa, Neo inizialmente rifiuta, ma quando la ragazza insiste il suo occhio cade sul tatuaggio che ha sulla spalla sinistra, che raffigura proprio un coniglio. A quel punto, ricordandosi della frase con cui Morpheus l’aveva lasciato, capisce che quella è una delle ultime occasioni per poter conoscere la verità e decide di seguirli. E’ molto significativo questo passaggio e non è casuale il riferimento alla favola di Alice nel Paese delle meraviglie (altra storia dal sapore esoterico).
In altre parole, è proprio il principio del percorso iniziatico che può sintetizzarsi con il concetto di DUBBIO. Il dubbio, però, non basta. Il dubbio avvicina, solo, ad una maggiore comprensione. Vivere nelle proprie convinzioni, invece, significa non avere dubbi e, quindi, vivere nell’ignoranza. Nel film avatar c’è una citazione molto interessante. “E’ difficile riempire una coppa già colma”. Questa citazione, dell’anziana della tribù, sintetizza ciò che l’iniziato non dev’essere. Neo è un genio nel suo campo, ma è consapevole di non conoscere la vera realtà delle cose. A quel punto ecco la figura del Maestro che identifica in lui un futuro potenziale iniziato/risvegliato.
Prima ancora di svelare a Neo quale sia la verità su Matrix, Morpheus offre nuovamente la possibilità di scelta (stavolta definitiva), proponendo una pillola blu (restare nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza) o rossa (comprendere e scegliere di svegliarsi). E’ una decisione difficile, proprio come nelle iniziazioni ai riti e ai misteri. L’iniziato ha sempre la possibilità di tornare indietro, scegliere di abbandonare e di allontanarsi dalla verità per paura, per comodo, o perché è solo la curiosità ad averlo spinto fino a quel punto. E’ il secondo snodo cruciale della narrazione del film, ma stavolta è quello definitivo. La conoscenza non ammette forzature di alcun tipo, è la SCELTA che fa la differenza (come più volte evidenziato nel film).
Quando Neo prende la pillola rossa, metaforicamente muore per rinascere. Tutte le sue certezze crollano, le sue idee evaporano, le sue credenze diventano polvere. In altre parole, muore. E’ la morte non del corpo, ma del proprio IO. E’ nudo interiormente.
Nella ciclicità vitale, la morte presuppone una trasformazione e, quindi, una rinascita. Nei percorsi iniziatici si passa dal profano al sacro.
Da questo momento in poi, Neo, dopo aver assorbito il trauma della scomoda verità, comincia ad allenare la mente a vivere una doppia realtà, profana (nell’ignoranza) e divina (consapevole). La difficoltà maggiore è trovare un equilibrio, quantomeno apparente, per poter agire sia in una realtà che nell’altra. Ci sono diverse scene nel film che sono apparentemente secondarie, ma che suggeriscono una sorta di messaggio nascosto al suo interno.
Dopo aver appreso la verità, Neo è chiamato ad un allenamento apparentemente fisico. Vengono, letteralmente impiantate, nel suo cervello, una quantità enorme di nozioni legate alla vita profana a tema combattimento, abilità fisiche e altro. Questi strumenti aiuteranno l’iniziato a muoversi più agevolmente nella realtà virtuale, cioè nella Matrix. Morpheus, però, insiste più volte sul fatto che nonostante egli abbia ricevuto delle nozioni, servirà ben altro per piegare e manipolare la realtà illusoria a proprio beneficio. In altre parole, cerca di fargli capire che la realtà è una costruzione della mente e può essere, a sua volta, manipolata. Non solo. E’ la sua forza interiore, quindi la costruzione del suo nuovo IO che farà la differenza contro il sistema.
Ricorda un po’ quelle che sono le dottrine orientali (senza entrare troppo nello specifico).
La scena che è più significativa, in tal senso, è quella in cui Neo si appresta ad incontrare l’oracolo. Nella sala d’aspetto, sono presenti una moltitudine di ragazzi di tenera età che sembrano compiere dei prodigi con la forza della mente.
Neo si avvicina ad un ragazzo che sta piegando un cucchiaio solo fissandolo e prova lui stesso a piegarlo senza riuscirci. Il dialogo spiega perfettamente i concetti filosofici prima esposti.
- Bambino:Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità.
- Neo:Quale verità?
- Bambino:Che il cucchiaio non esiste.
- Neo:Il cucchiaio non esiste?
- Bambino:Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso
Sono i limiti presenti nella mente e nel cuore di Neo il vero ostacolo. L’iniziato non deve cambiare il mondo, ma la percezione del mondo.
Proseguendo verso la porta d’ingresso della stanza dell’oracolo, Neo guarda subito la scritta: “Temet Nosce” -> “Conosci te stesso”. Questa scena ha un valore simbolico altissimo perché, tale iscrizione, è presente in diversi templi fra cui quello di Apollo a Delfi, e nei templi massonici, anche moderni. La soglia è il vero inizio del percorso iniziatico, e segna il vero passaggio fra il modo profano (illusorio – Matrix) e il tempio interiore, ovvero la conoscenza del Sé. E’ quasi come se Neo fosse stimolato ad entrare dentro sé stesso per comprendere, come se avesse già la verità insita ma non la consapevolezza.
Alla vista dell’oracolo, Neo si sente osservato e in una condizione di forte disagio. Alla fatidica domanda “Sono l’eletto?”, l’oracolo anzichè rispondere affermativamente o rivelargli chissà cosa, lo mette ancor piu’ a disagio con risposte evasive, ma senza esplicitamente dire “Non sei l’eletto”. In realtà ciò che l’oracolo cerca di fare è attivare in Neo il convincimento di essere l’eletto con una sorta di psicologia inversa. Il concetto riprende la filosofia della realtà modificata dalla mente. Senza la caduta dell’Ego non è possibile essere iniziato.
In tutta la scena, l’oracolo anticipa a Neo anche il minimo movimento e accadimento: oggetti che cadono, urti sulla scena, pensieri, convincimenti e futuri accadimenti. Eppure non è in grado di dare una risposta certa e inequivocabile all’unica domanda importante posta da Neo. L’oracolo non impone una verità, agisce come se non conoscesse, quindi non vuole convincere Neo di essere l’eletto, vuole che lui lo diventi con le sue scelte. Ed è un po’ il senso di quel “Conosci te stesso”. Non significa “puoi entrare se conosci te stesso”, ma è un invito a conoscere sé stessi, nel tempo.
Ci sono due momenti molto interessanti in questa scena, a parte la rivelazione-non rivelazione. L’oracolo si presenta in vesti modeste mentre cucina biscotti. Dovrebbe rappresentare la parte divina, eppure è semplice, umile, Neo è quasi incredulo che sia lei l’oracolo. Il vero maestro, non appare con abiti solenni, ma nella semplicità, nel quotidiano e rappresenta la sacralità che alle volte è nei gesti umili. Va saputa cogliere.
Ad un certo punto l’oracolo dice a Neo “Non preoccuparti del vaso”, in quel momento Neo si gira e lo fa cadere, rompendolo. A quel punto l’oracolo dice “La vera domanda è: l’avresti rotto se non ti avessi avvisato?”. In due battute sono presenti tutti i concetti iniziatici fondamentali: la realtà sembra aver costruito un destino, ma si può modificare con le nostre azioni (il libero arbitrio).
Siamo sicuri che Neo stia effettivamente dialogando con un’altra “entità” visibile? In realtà l’oracolo potrebbe essere il suo IO interiore. Un dialogo profondo che è solo agli inizi, e ciò spiegherebbe come la percezione sia di enorme disagio a trovarsi in quel luogo, quasi non riuscendo ad esprimersi nel modo giusto.
Ma chi è che combatte Neo? La risposta è semplice il SISTEMA DI CONTROLLO.
Nel film, il Sistema di controllo è rappresentato dagli Agenti. Essi incarnano perfettamente tutto ciò da cui l’iniziato fugge: le credenze (religiose e non), la resistenza e la paura al cambiamento, la sistematicità delle azioni, la prevedibilità. Gli agenti Smith rappresentano ciò che è meccanico e ripetitivo, un loop che non permette allo spirito di evolversi. Gli agenti, infatti, hanno difficoltà a contrastare gli umani, quando questi diventano “imprevedibili” e consapevoli. Ma quando accade questo? Quando l’uomo abbandona il materiale, ed eleva lo spirito. In quel caso gli agenti sono inermi. Loro odiano l’esistenza stessa e fanno leva sulle passioni, sui vizi e sulla materialità per controllare gli uomini.
In tal senso, una scena molto significativa è l’incontro, a cena, fra l’agente Smith ed un traditore dei risvegliati, Cypher, che incarna il fallimento ed il ripensamento dell’iniziato. Il ripensamento è molto forte, l’iniziato smette di lottare, abbandona la ricerca di se stesso per tornare nuovamente al vizio pur sapendo che è illusorio ed effimero. La descrizione dettagliata del boccone di carne, del suo gusto, della sua invitante consistenza è la perfetta sintesi di chi ha già scelto di uscire dal proprio tempio interiore per tornare nella routine profana. Se vogliamo è la figura più archetipa, insieme al concetto di eletto, di tutta la serie. La tradizione biblica parla di Giuda traditore di Cristo. Così come Cypher tradisce Morpheus ed anche la dinamica è molto simile.
I 30 denari (la vita da attore famoso richiesta da Cypher in Matrix) in cambio della vita dei ribelli e di Morpheus (il Maestro). Il tentativo di Cypher risulta goffo, perché una volta risvegliati non si può tornare indietro e far finta di non vedere la realtà e questo da la misura dell’importanza di essere un iniziato. Potrai fingere di non esserlo, ma interiormente lo sarai per tutta la vita, tradendo, in primis, te stesso.Nei successivi film della trilogia, il secondo e il terzo Reloaded e Resurrection, i concetti filosofici sono molto spinti, ma è nel primo episodio che si da spazio al percorso iniziatico su cui ci siamo concentrati in questo articolo.
L’uomo “al centro” contro il demiurgo.
Gianluca Santaniello – Team Mistery Hunters



















