IMBOLC – festa della Luce

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Inizia oggi una nuova rubrica curata per noi dal Professore Giancarlo Statti, Ordinario di Biologia Farmaceutica presso il Dipartimento di Farmacia e Scienza della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria.

Ci farà conoscere le piante e le tradizioni a loro associate, in un viaggio alla scoperta del rapporto millenario tra l’uomo e la natura. Buona lettura.

1-2 Febbraio
IMBOLC – festa della Luce
La luce che è nata al Solstizio di Inverno comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio: le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, qualcosa sta cambiando.

Per le genti antiche questo era il più difficile periodo dell’anno poiché le riserve alimentari dell’inverno cominciavano a scarseggiare. Pertanto, i segni che annunciavano il risveglio della natura erano accolti con grande gioia e venivano celebrati con riti e feste.

Presso i Celti l’1 febbraio si celebrava Imbolc, detta anche Oimelc o Imbolg.

Essa è una delle quattro feste dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituisce una caratteristica essenziale. In questa ricorrenza il fuoco è però considerato sotto il suo aspetto di luce.

Infatti le donne dei villaggi erano solite radunarsi in questa occasione e celebrare insieme la loro Dea della Luce, Brigid, patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori.

Cristianizzata come Santa Brigida o Bride, a lei fu consacrato il monastero irlandese di Kildare, dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache. Tutt’oggi questo luogo è considerato sacro ed è meta di pellegrinaggi.

La Candelora, festa cristiana in cui è usanza benedire le candele, affonda le sue radici nei riti di Imbolc ed infatti viene celebrata il 2 Febbraio.

La pianta sacra di Imbolc è il bucaneve, il primo fiore dell’anno a sbocciare, il cui colore bianco ricorda la purezza della Giovane Dea che annuncia il ritorno della bella stagione.
BUON IMBOLC!!!!!

 

Prof. Giancarlo Statti